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Avv. Gino M.D. Arnone

Avv. Gino M.D. Arnone

Famiglia - Separazioni - Eredità, Impresa - Contratti commerciali - Società, Professionisti, Proprietà immobiliare, Risarcimento danni – Responsabilità civile, Risarcimento del danno0 comments

Foro di appartenenza: TORINO
Data iscrizione all’attuale Ordine di appartenenza: 05/10/2009
Data di nascita: 19/03/1984
Luogo di nascita: MAGDEBURG (EE)

Primo studio

VIA BERTOLA, 2 – 10121, TORINO (TO)
Telefono/i: 011545054
Fax: 011531321
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Avv. Jacopo Giunta

Avv. Jacopo Giunta

Professionisti, Proprietà immobiliare, Risarcimento danni – Responsabilità civile0 comments

Nato ad Aosta il 18.11.1985, nel 2011 ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Torino, con tesi in Diritto Civile “La Responsabilità Medica: L’errore diagnostico” – relatore Prof. Avv. Pier Giuseppe Monateri.

Avvocato del foro di Torino, esercita la professione legale presso lo Studio Legale Associato Ambrosio & Commodo di Torino dal 2011.

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Per il crollo al liceo Darwin, la famiglia di Vito fa causa alla Provincia di Torino.

Rassegna stampa0 comments

08 Settembre 2012

Il caso e il risarcimento per il danno seguiti dal nostro Studio (avv. Renato Ambrosio)

Prof. Avv. Pier Giuseppe Monateri

Prof. Avv. Pier Giuseppe Monateri

Professionisti, Risarcimento danni – Responsabilità civile0 comments

P.G.Monateri è professore ordinario nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino dove insegna Diritto Civile, e visiting professor alla Sorbona, Paris I, dove insegna Advanced Comparative Law. E’ membro della International Academy of Comparative Law di New York, della Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna, e della Société de Législation Comparé di Parigi, ed è ‘Profesor Honorario’ all’Università de San marcos a Lima in Perù.

Dirige il ‘Cardozo Electronc Law Bulletin’, la ‘Comparative Law Review’, ‘Danno e Responsabilità’, e la rivista Polemos edita a Berlino e New York.

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Patto di famiglia

Approfondimenti: Famiglia – Separazioni – Eredità0 comments

Con la legge n. 55 del 14 febbraio 2006 recante “Modifiche al codice civile in materia di patto di famiglia” il legislatore introduce, nel libro II, titolo IV, il nuovo Capo V-bis (artt. 768 bis – 768 octies) prevedendo contestualmente un nuovo conio per l’art. 458 c.c. (divieto dei patti successori) nel qual è inserita una deroga relativa ai nuovi nati “patti di famiglia”.

458 c.c. , vecchio TESTO

458 c.c. , NUOVO TESTO

Art. 458 Divieto di patti successori

E’ nulla ogni convenzione con cui taluno dispone della propria successione.

 

E’ del pari nullo ogni atto col quale taluno dispone dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta, o rinunzia ai medesimi

Art. 458 Divieto di patti successori

Fatto salvo quanto disposto dagli articoli 768-bis e seguenti è nulla ogni convenzione con cui taluno dispone della propria successione.

E’ del pari nullo ogni atto col quale taluno dispone dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta, o rinunzia ai medesimi

 

 

Il “patto di famiglia”, è il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti, (art. 768 bis c.c.).

La collocazione sistematica del nuovo istituto e il diretto collegamento con l’art. 458 c.c., consentono di qualificare le stipule in questione come patti successori di tipo dispositivo: con il contratto ex artt. 768 bis e segg. , infatti, il disponente pone in essere una attività negoziale avente ad oggetto beni appartenenti alla propria successione.

Non è un negozio testamentario e quindi non è mortis causa: è, di fatto, una convenzione inter vivos traslativa ad efficacia reale, la cui peculiarità è quella di andare ad incidere sulla successione del disponente.

La ratio legis che ha ispirato l’introduzione delle nuove norme è quella di consentire agli imprenditori di garantire una successione certa nell’interesse dell’azienda, attraverso la liceità di accordi diretti a regolamentare la successione dell’imprenditore o di chi è titolare di partecipazioni societarie.

La stipula del contratto prevede una forma solenne: per atto pubblico a pena di nullità (768 ter c.c.)

L’art. 768 quater c.c. prevede che al contratto debbano partecipare anche il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari ove in quel momento si aprisse la successione nel patrimonio dell’imprenditore: la dottrina ritiene il “patto di famiglia” un contratto plurilaterale in cui la partecipazione di ogni avente diritto è essenziale. L’omessa partecipazione determinerebbe non inefficacia ma nullità ab origine.

Il legittimario pretermesso, in ogni caso, potrà impugnare il patto facendone accertare l’inefficacia e/o nullità; è discutibile la possibilità di una ratifica ex post che, comunque, dovrebbe rivestire la forma solenne.

Il patto di famiglia costituisce il terreno di scambio di diverse prestazioni, volte a ripristinare gli equilibri economici e giuridici scossi dal disponente: gli assegnatari dell’azienda o delle partecipazioni societarie, infatti, devono liquidare gli altri partecipanti al contratto con il pagamento di una somma, (o trasferendo beni in natura), corrispondente al valore delle quote ereditarie riservate ai legittimari.

I beni assegnati, con lo stesso contratto, agli altri partecipanti non assegnatari dell’azienda, secondo il valore attribuito in contratto, sono imputati alle quote di legittima loro spettanti, (768 quater, II); l’assegnazione può essere disposta anche con successivo contratto che sia espressamente dichiarato collegato al primo e purché vi intervengano i medesimi soggetti che hanno partecipato al primo contratto o coloro che li abbiano sostituiti.

La terminologia del legislatore non è delle più inequivoche.

Dalla lettera della disposizioni normative sembrerebbe potersi distinguere tra assegnatari-contraenti e non assegnatari-partecipanti.

Assegnatari

CONTRAENTI

Non assegnatari

PARTECIPANTI

Viene loro assegnata dal dante causa, (imprenditore o titolare di partecipazioni societarie), l’azienda o la quota.

Devono liquidare gli altri partecipanti al contratto con il pagamento di una somma corrispondente al valore delle quote previste dagli articoli 536 e seguenti.

Viene loro versata una somma corrispondente al valore delle quote previste dagli articoli 536 e seguenti, oppure viene a loro assegnata una quantità di beni equivalenti alla somma spettante.

Il legislatore definisce gli assegnatari dell’azienda o delle quote come “beneficiari”, (768-sexies), cosicché sembra potersi affermare con certezza che si tratti di un negozio gratuito con cui si anticipano in vita disposizioni di tipo testamentario. L’eventuale onerosità del patto di famiglia potrebbe ritenersi inficiante la stipula poiché si finisce col mercanteggiare la propria eredità piegando le norme a fini da non ritenere meritevoli di tutela.

L’art. 768 quinquies c.c. prevede la possibilità di impugnare il contratto per vizi del consenso ai sensi degli artt. 1427 c.c. : trattandosi, comunque, di contratti, la norma era operativa anche senza bisogno del richiamo. La sua funzione è da rinvenire, dunque, nella abbreviazione dei termini di impugnativa, ridotti ad un anno.

L’articolo 768 sexies c.c. (Rapporti con i terzi) prevede che all’apertura della successione dell’imprenditore, il coniuge e gli altri legittimari che non abbiano partecipato al contratto possono chiedere ai beneficiari del contratto stesso il pagamento della somma prevista dal secondo comma dell’articolo 768-quater, aumentata degli interessi legali. L’inosservanza delle disposizioni del primo comma costituisce motivo di impugnazione ai sensi dell’articolo 768-quinquies c.c.

Atteso che la partecipazione dei legittimari è requisito di validità del patto di famiglia o comunque di efficacia, la disposizione deve intendersi riferita agli eventuali aventi diritto sopravvenuti alla stipula del patto di famiglia, (es. l’imprenditore si è sposato dopo il contratto).

Le cause di scioglimento del contratto sono tassativamente indicate ex lege, (768-septies c.c.):

1) con contratto successivo con cui le parti manifestino la loro chiara intenzione di disvolere il volere. E’ sufficiente un contratto risolutorio. Secondo alcuni autori, un patto di famiglia cronologicamente sopravvenuto (tra le medesime parti) è implicito scioglimento del primo.

2) con recesso quando previsto nel contratto.

I partecipanti possono rinunciare in tutto o in parte ai diritti nascenti dal patto di famiglia, ai sensi dell’art. 768 quater c.c.

La legge prevede anche la possibilità di accordi esterni al patto di famiglia purché ad esso collegati. La dottrina è sostanzialmente concorde nel ritenere che la forma deve essere quella solenne e devono partecipare le medesime parti del patto a monte.

Ai sensi dell’articolo 768-octies c.c., “le controversie derivanti dalle disposizioni di cui al presente capo sono devolute preliminarmente a uno degli organismi di conciliazione previsti dall’articolo 38 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5″, (cd. organi di conciliazione stragiudiziale).

LEGGE 14 febbraio 2006, n.55
Modifiche al codice civile in materia di patto di famiglia.
(GU n. 50 del 1-3-2006)
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1.

1. Al primo periodo dell’articolo 458 del codice civile sono premesse le seguenti parole: «Fatto salvo quanto disposto dagli articoli 768-bis e seguenti,».

Art. 2.

1. Al libro II, titolo IV, del codice civile, dopo l’articolo 768 e’ aggiunto il seguente capo:

«Capo V-bis.

del patto di famiglia

Articolo 768-bis (Nozione). – E’ patto di famiglia il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o piu’ discendenti.

Articolo 768-ter (Forma). – A pena di nullita’ il contratto deve essere concluso per atto pubblico.

Articolo 768-quater (Partecipazione). – Al contratto devono partecipare anche il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari ove in quel momento si aprisse la successione nel patrimonio dell’imprenditore.
Gli assegnatari dell’azienda o delle partecipazioni societarie devono liquidare gli altri partecipanti al contratto, ove questi non vi rinunzino in tutto o in parte, con il pagamento di una somma corrispondente al valore delle quote previste dagli articoli 536 e seguenti; i contraenti possono convenire che la liquidazione, in tutto o in parte, avvenga in natura.
I beni assegnati con lo stesso contratto agli altri partecipanti non assegnatari dell’azienda, secondo il valore attribuito in contratto, sono imputati alle quote di legittima loro spettanti;
l’assegnazione puo’ essere disposta anche con successivo contratto che sia espressamente dichiarato collegato al primo e purche’ vi intervengano i medesimi soggetti che hanno partecipato al primo contratto o coloro che li abbiano sostituiti.
Quanto ricevuto dai contraenti non e’ soggetto a collazione o a riduzione.

Articolo 768-quinquies (Vizi del consenso). – Il patto puo’ essere impugnato dai partecipanti ai sensi degli articoli 1427 e seguenti.
L’azione si prescrive nel termine di un anno.

Articolo 768-sexies (Rapporti con i terzi). – All’apertura della successione dell’imprenditore, il coniuge e gli altri legittimari che non abbiano partecipato al contratto possono chiedere ai beneficiari del contratto stesso il pagamento della somma prevista dal secondo comma dell’articolo 768-quater, aumentata degli interessi legali.
L’inosservanza delle disposizioni del primo comma costituisce motivo di impugnazione ai sensi dell’articolo 768-quinquies.

Articolo 768-septies (Scioglimento). – Il contratto puo’ essere sciolto o modificato dalle medesime persone che hanno concluso il patto di famiglia nei modi seguenti:
1) mediante diverso contratto, con le medesime caratteristiche e i medesimi presupposti di cui al presente capo;
2) mediante recesso, se espressamente previsto nel contratto stesso e, necessariamente, attraverso dichiarazione agli altri contraenti certificata da un notaio.

Articolo 768-octies (Controversie). – Le controversie derivanti dalle disposizioni di cui al presente capo sono devolute preliminarmente a uno degli organismi di conciliazione previsti dall’articolo 38 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5».

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 14 febbraio 2006

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: Castelli

Prof. Avv. Roberto Calvo

Prof. Avv. Roberto Calvo

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Roberto Calvo si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Torino con lode e menzione.
Nel 1991 vince il 5° premio triennale “Andrea Arena” bandito dall’Università degli Studi di Palermo. In séguito consegue il titolo di avvocato e di Dottore di ricerca in Diritto civile.
Nel 1998 vince il concorso di ricercatore in Diritto privato bandito dall’Università degli Studi di Torino.
Ha insegnato Nozioni Giuridiche Fondamentali (IUS-01) presso il Politecnico di Torino (1998-2001).
Dal novembre 2001 al 29 febbraio 2012 è stato professore associato (confermato) di Diritto Privato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino. Dal 1° marzo 2012 è professore ordinario di Diritto Privato presso della Valle d’Aosta, ove è altresì titolare della Chaire Senghor de la Francophonie (IUS-01). Ha ricoperto le cariche di vicedirettore del Dipartimento di Scienze economiche e politiche e di senatore accademico. È membro della Prima Sezione del Collegio di Disciplina della medesima Università, nonché della Commissione didattica del Consiglio didattico del Corso di studi in Scienze politiche e delle relazioni internazionali.

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Prof. Avv. Alberto Oddenino

Prof. Avv. Alberto Oddenino

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Associate Professor of International Law and of EU Law, Faculty of Law, University of Torino.

Member of Ph.D Board (Dottorato in Diritti e Istituzioni), Department of Law, University of Torino.

Member of the Scientific Committee of the Master of Laws in International Crime and Justice (UNICRI and University of Turin).

Member of the Scientific Committee and Secretary of the World Political Forum (WPF).

Secretary of the Italian Society for International Organization (SIOI – sez. Piemonte e Valle d’Aosta).

Member of the Italian Society of International Law (SIDI).

Member of the Association of European and Comparative Public Law

Member of Consulta Regionale europea.

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Imprenditore alessandrino morì a seguito di trasfusione all’HIV. Condannati il Policlinico di Pavia e il Ministero.

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Il caso e il risarcimento per il danno seguiti dal nostro Studio (avv. Renato Ambrosio e avv. Stefano Bertone).

Alessandra Scarpanti, da 24 anni in coma vegetativo per via di una vaccinazione sbagliata.

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Alessandra Scarpanti, la donna ventinovenne che da 24 anni è in coma vegetativo per via di una vaccinazione sbagliata.

Il caso e il risarcimento per il danno seguiti dal nostro Studio (avv. Renato Ambrosio e avv. Stefano Bertone).

Scuola di Formazione Giuridica ed Economica

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La Scuola di Formazione Giuridica ed Economica SAN CARLO

in collaborazione con
Ambrosio & Commodo Studio Legale Associato
Camera di Commercio Italo Russa

e con la partecipazione di
unicredit
Api torino

hanno organizzato il convegno

RUSSIA 2011 le opportunità di business per le imprese italiane

Martedì 1 marzo 2011 – ore 9.30
Sala Congressi del Centro Studi San Carlo
Via Monte di Pietà n. 1 – 10121 Torino

Programma

Ore 9.30 Registrazione partecipanti

Ore 10.00 – 11.00 Introduzione
(avv. Stefano Commodo, Senior Partner, Ambrosio & Commodo)
La Russia durante e dopo la crisi. Cenni sul passaggio dall’economia “sovietica” all’economia “di mercato”. Gli scambi Italia-Russia.
Verso l’Anno della cultura e lingua russa in Italia e della Cultura e Lingua Italiana in Russia. Cooperazione nell’ambito culturale.

(dott. Flavio Ramella, Segretario Generale della Camera di Commercio Italo Russa) – LEGGI L’INTERVENTO
I principali settori economici di investimenti per le imprese italiane dopo la crisi.
Esempi di un’esperienza di successo in Russia.

(avv. Stefano Commodo, Senior Partner, Ambrosio & Commodo)
Le opportunità per le imprese piemontesi.

(Dott. Mario Cavarero, Vicepresidente API Torino) – LEGGI L’INTERVENTO
I servizi di API a favore delle aziende per l’internazionalizazzione verso il mercato russo.

Ore 11.00 – 11.15 Coffee break

Ore 11.15 – 13.00 Fare affari in Russia
(dott. Flavio Ramella, Segretario Generale della Camera di Commercio Italo Russa)
Informazione generale sul sistema legale nella Federazione Russa.
I problemi relativi alla certificazione GOST e sdoganamento delle merci importati in Russia.

(dott..ssa Eugenia Podmareva, Legal Counsel, Ambrosio & Commodo) – LEGGI L’INTERVENTO
Le soluzioni a riguardo della CCIR. I nuovi accordi con Rostek.
I sistemi di risoluzione di controversie. Il ricorso a tribunali statali vs. ADR.

(Dott. Pietro Angelo Oresta, Head of CBBM, North West Network Coordination Cross Border Business Management, Unicredit) – Leggi l’intervento
Servizi Bancari e finanziari in Russia: il supporto di Unicredit Group alle imprese italiane.

Interventi liberi