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Danno non patrimoniale e danni punitivi,
convegno al Centro Studi San Carlo

Approfondimenti: Risarcimento danni – Responsabilità civile, Convegni0 comments

“Danno non patrimoniale e danni punitivi”, questo il titolo dell’incontro organizzato dal Centro Studi San Carlo in collaborazione con Ambrosio&Commodo Studio Legale Associato e  www.dannoallapersona.it. L’incontro vuole aprire un confronto a seguito  della recente ordinanza che rimette alle Sezioni Uniti della Corte di Cassazione la decisione circa la  legittimità o meno dei danni punitivi nell’ordinamento italiano. Continua a leggere

Brexit, Gran Bretagna fuori dalla Ue:
…Non di solo pane vive l’uomo!!

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di Stefano Commodo

E così l’Inghilterra ha deciso di uscire dall’Unione Europea: una scelta che ha letteralmente scioccato  i rappresentanti istituzionali – a partire dalla Regina Elisabetta, a quanto riportano i media – ed i maggiori esponenti della finanza e dell’economia del Paese. A cose fatte, ci si può chiedere se si poteva fare qualcosa di diverso per evitare quello che si sta delineando come un vero disastro per l’Inghilterra che esce e per i Paesi che restano nell’Unione. Continua a leggere

La riforma Costituzionale
Intervista al professore Manacorda

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La Riforma Costituzionale, intervista al Professore Carlo Manacorda, economista, già docente all’Università di Torino in materie economiche.

Che cosa cambia con questa Riforma Costituzionale?
“Intanto diciamo che sarà un grosso impegno per i cittadini. Prima di tutto bisogna cercare di capire cos’è questa riforma, perché a volte girano degli slogan in cui si dice che si riformano cinquanta, quaranta articoli, qualcuno di più, qualcuno di meno. Continua a leggere

Nuovo Ddl Sanità, così si favoriscono
solo le compagnie assicurative

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di Gaetano Catalano

Inefficace rispetto agli scopi, in sostanza una misura di carattere economico volta all’implementazione del mercato assicurativo. Questo in sintesi ciò che si cela dietro al nuovo Ddl Sanità in discussione davanti alla XII commissione del Senato. Il tema è stato a lungo dibattuto nel corso di un convegno organizzato a Roma  dall’Associazione Melchiorre Gioia. Continua a leggere

Investimenti negli Emirati e Shari’ah:
come tutelarsi in caso di successione

Approfondimenti, Approfondimenti: Famiglia – Separazioni – Eredità, In evidenza0 comments

di Chiara Imerone

Negli ultimi anni lo sviluppo economico e finanziario registrato negli Emirati Arabi Uniti ha indotto molti stranieri – tra cui un numero elevato di europei e di italiani – a trasferire in quelle aree non solo le proprie imprese ed i propri affari, ma anche la residenza ed il patrimonio immobiliare e mobiliare. Continua a leggere

Dieselgate, accordo negli Usa sui risarcimenti
“No a discriminazioni per i consumatori italiani”

Approfondimenti, Approfondimenti: Risarcimento danni – Responsabilità civile0 comments

Ok alla riparazione delle auto “ma solo dopo il risarcimento ed idonee garanzie”.

Inaccettabili le discriminazioni se Volkswagen non risarcirà anche consumatori italiani con gli stessi importi – minimo – pagati negli USA”, questo il primo commento del Comitato Diesel Inquinanti (www.cdivw.wordpress.com), che cura gli interessi di centinaia di automobilisti italiani vittime del cosiddetto dieselgate, alla notizia proveniente dal Tribunale di San Francisco, dove Volkswagen e proprietari hanno raggiunto un accordo per complessivi 15 miliardi di dollari. Continua a leggere

Così lo Stato dimentica le vittime di femminicidio

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STAMPA 11 GIUGNO 2016
LIDIA CATALANO
TORINO

Oggi si userebbe la parola «femminicidio» per raccontare la sorte di Rossana Jane Wade, una ragazza di 19 anni strangolata dal fidanzato e abbandonata in un casello ferroviario il 2 marzo 1991 a Fiorenzuola, nel Piacentino. Lo scorso 7 giugno, a 25 anni e tre mesi di distanza, la terza sezione del Tribunale di Bologna ha condannato il ministero della Giustizia e la presidenza del Consiglio a risarcire con centomila euro Letizia Genoveffa Marcantoni, la madre della ragazza.  Cosa c’entra lo Stato in questa storia? Per capirlo bisogna tornare ancora indietro nel tempo, questa volta al 2004, quando una direttiva europea ha imposto agli Stati membri di risarcire le vittime di reati violenti «nei casi in cui l’autore sia rimasto sconosciuto, si sia sottratto alla giustizia o non abbia le risorse economiche per risarcire la vittima o – in caso di morte – i familiari». Un obbligo verso cui l’Italia – unica in Europa insieme alla Grecia – risulta inadempiente. Così alle vittime (se ancora in vita) o ai loro familiari non resta che dare battaglia allo Stato per avere giustizia. Come ha fatto Letizia Marcantoni, che non ha visto un solo euro dall’assassino di sua figlia, Alex Maggiolini, all’epoca dei fatti studente di 20 anni e nullatenente.
Un episodio tutt’altro che isolato. «Nel 70-80 per cento dei casi gli omicidi volontari, le lesioni permanenti e le violenze sessuali non vengono risarciti dall’autore del reato», spiega l’avvocato Stefano Commodo dello studio legale associato Ambrosio&Commodo di Torino, da anni in prima linea per chiedere l’applicazione della direttiva del 2004. Fu lui, insieme all’avvocato Marco Bona, a difendere una vittima di violenza sessuale in un processo che si è concluso con la condanna – per la prima volta in Italia – al risarcimento da parte dello Stato. La ragazza era stata sequestrata, percossa e violentata per un’intera notte da due uomini che si erano poi resi latitanti. La sentenza emessa nel 2010 dal tribunale di Torino è stata seguita da pronunce analoghe del tribunale di Roma nel 2013, da quello di Milano nel 2014 e adesso anche dal foro di Bologna.
«Pochi cittadini sono a conoscenza di questo diritto. Ad oggi ci sono una ventina di contenziosi aperti con lo Stato, ma potenzialmente potrebbero essere molti di più». La sentenza apripista del 2010 è stata confermata in Appello (con una riduzione del risarcimento da novantamila a cinquantamila euro) e ora la Cassazione ha disposto il rinvio alla Corte di Giustizia Europea. L’oggetto del contendere è l’interpretazione della direttiva del 2004. Che lo Stato ha recepito soltanto in parte, con leggi a tutela esclusiva delle vittime di terrorismo, strage e reati di stampo mafioso.
«Aspettiamo la pronuncia della Corte del Lussemburgo – commenta Commodo – ma la direttiva parla chiaro e non prevede alcuna tipizzazione dei reati risarcibili. Purtroppo ancora una volta ci distinguiamo in negativo rispetto agli altri Stati, già adeguatisi da anni alle richieste dell’Europa».
Con il risultato che ad oggi in Italia le moltissime vittime di reati violenti non hanno un fondo a cui rivolgersi e si trovano a dover affrontare anni di udienze in tribunale per vedere riconosciuti (forse) i propri diritti. «Così lo Stato viene meno all’obbligo di garantire la sicurezza e la libera circolazione dei propri cittadini. Chi ha subito un trauma grave – conclude l’avvocato Commodo – vorrebbe percepire vicinanza e solidarietà. E invece troppo spesso la vittima si sente sola e abbandonata a se stessa».

Così lo Stato dimentica le vittime di femminicidio

 

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Prima udienza della class action per il “dieselgate” della Volkswagen

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REPUBBLICA TORINO

Prima udienza della class action per il “dieselgate” della Volkswagen

di Sarah Martinenghi

Sono più di 600 i proprietari di auto “truccate” per emettere meno emissioni che, all’interno del “Comitato Diesel Inquinanti” hanno fatto una causa collettiva alla Volkswagen: oggi a Venezia è partita la prima udienza della class action contro la casa tedesca, che punta a far risarcire i danni economici e quelli morali agli automobilisti beffati. Continua a leggere

Scandalo Dieselgate: al via la class action
“Attenzione alle liberatorie che firmate”

Approfondimenti: Risarcimento danni – Responsabilità civile, In evidenza0 comments

Oggi in Tribunale a Venezia la prima udienza, citate Volkswagen Italia e la casa madre tedesca. “Attenzione alle liberatorie che firmate”.

Si è svolta oggi, mercoledì 11 maggio, a Venezia, davanti al giudice Innocenza Vono, la prima udienza per lo scandalo “dieselgate”. Il Comitato Diesel Inquinanti, che rappresenta già più di 600 automobilisti e che si candida a rappresentare i consumatori italiani nella querelle legale contro il costruttore tedesco,  è intervenuto in una causa iniziata dall’associazione Codacons. Continua a leggere

Maxi furto nel caveau: le vittime si rivolgono agli avvocati

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L’articolo pubblicato su Cronaca Qui sabato 7 maggio

IN CORSO PESCHIERA

Maxi-furto nel caveau, nel mirino finiscono le falle della banca

Il furto messo a segno nel caveau della filiale della banca Intesa Sanpaolo di corso Peschiera nel ponte del 25 aprile, quando centinaia di cassette di sicurezza sono state svuotate, avrebbe dimostrato come quel luogo fosse tutt’altro che inespugnabile. A rendere più facile il colpo, infatti, ci sarebbero state probabilmente alcune falle nella sicurezza dell’isti tuto di credito. Motivo per cui numerosi clienti della banca, nei giorni scorsi, hanno preso contatti con diversi studi legali al fine di capire quali strade siano percorribili per ottenere un risarcimento. Una cinquantina di derubati, in particolare, si è data appuntamento nello studio legale Ambrosio& Commodo per un incontro con gli avvocati. «Si è trattato di un incontro interlocutorio – ha spiegato l’avvocato Renato Ambrosio – in cui abbiamo spiegato quali sono le strategie da adottare in questi in casi e quali diritti bisogna andare a tutelare». La prossima settimana è previsto un secondo incontro a cui parteciperanno gli avvocati dello studio che seguiranno la pratica (ci sono anche Elisabetta Capello e Ludovica Ambrosio) e le vittime che insieme hanno deciso di dare il viaalla causa collettiva. «Dal nostro punto di vista – sottolineano i legali – è indubbia la responsabilità di Banca Intesa Sanpaolo per il maxi-furto. Infatti, salvo il caso fortuito che però non si configura nel caso in esame, la banca risponde per omessa custodia e omessa diligenza, qualora, nel fornire il servizio delle cassette di sicurezza, non garantisca adeguati livelli di protezione agli utenti». Nel frattempo, la squadra mobile di Torino, coordinata dal sostituto procuratore Andrea Padalino, continua a indagare per dare un nome e un volto a tutti i componenti della banda.

Gli articoli pubblicati su La Stampa – La Repubblica – Il Giornale del Piemonte

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IL GIORNALE DEL PIEMONTE

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