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Separazioni e divorzi: i nuovi iter procedurali

Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2015

Approfondimenti, Approfondimenti: Famiglia – Separazioni – Eredità

Il 10 novembre u.s. il Parlamento ha convertito nella legge n. 162 il decreto-legge n. 132 del 12 settembre 2014 recante “Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri  interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile”, che mirava a snellire e portare fuori dai Tribunali diverse procedure, tra cui quelle relative alla crisi coniugale.

In estrema sintesi, è stato riconosciuto ai coniugi senza figli che abbiano raggiunto accordi che non prevedano trasferimenti patrimoniali, l’accesso ad una procedura molto snella gestita dal Sindaco adito dalle parti solo facoltativamente assistite da legali. In presenza di figli ovvero accordi più complessi, la novità più significativa è rappresentata dalla possibilità di risolvere l’intero iter presso lo studio del legale salvo un controllo da parte della Procura della Repubblica che potrà trasmettere gli atti al Tribunale solo ove l’accordo dovesse contenere clausole non integranti gli interessi dei figli. La riforma ha dunque riconosciuto alla Classe forense un significativa responsabilità nella gestione del contenzioso familiare ma ha perso l’occasione di normare l’obbligatorietà della specializzazione degli Avvocati chiamati a cimentarsi in una materia estremamente delicata e dalle implicazioni tanto rilevanti.

La legge 162 del 10.11.2014, converte con modifiche il decreto-legge n. 132 del 12 settembre 2014 recante “Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri  interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile” e disciplina i nuovi iter procedurali nelle ipotesi di separazione consensuale, richiesta congiunta di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e di modifica di separazione o divorzio.

Quando i coniugi non hanno figli ed hanno trovato un accordo rispetto alle condizioni di separazione e/o divorzio e/o sulla modifica delle condizioni di una pregressa separazione o divorzio che non preveda patti di trasferimento patrimoniale, con decorrenza dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione, la procedura sarà molto snella disciplinata dall’art. 12 della legge: i coniugi possono concludere innanzi al Sindaco del comune di residenza di uno di loro o del comune presso  cui è iscritto o trascritto l’atto di matrimonio, con l’assistenza facoltativa di un Avvocato, un accordo. L’Ufficiale dello stato civile riceve da ciascuna delle parti personalmente la dichiarazione che esse vogliono separarsi ovvero far cessare gli effetti civili del matrimonio e ottenere lo scioglimento o modificare le pregresse pattuizioni secondo le condizioni concordate. L’atto contenente l’accordo è compilato e sottoscritto immediatamente dopo il ricevimento delle dichiarazioni.

Nei soli casi di separazione consensuale o divorzio su domanda congiunta Il Sindaco invita le parti a ricomparire avanti a sé non prima di trenta giorni per confermare l’accordo. La mancata comparizione caduca l’accordo.

Ove ci siano figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti ovvero non vi siano ma le parti non ritengano di aderire alla procedura semplificata di cui all’art. 12 ovvero debbano regolare rapporti patrimoniali, l’art. 6 prevede la possibilità di concludere con l’assistenza di almeno un avvocato per parte, una convenzione di negoziazione finalizzata al raggiungimento di un accordo che produce gli effetti e tiene luogo dei provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifiche delle condizioni di separazione.

Nell’accordo si dà atto che:

  • Gli avvocati hanno tentato di conciliar le parti;
  • Gli avvocati hanno informate le parti della possibilità di esperire la mediazione familiare;
  • Gli avvocato hanno informato le parti dell’importanza per il minore di trascorrere tempi adeguati con ciascuno dei genitori.

L’accordo viene trasmesso entro 10 gg. al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente.

In presenza di figli il P.M. verifica se l’accordo risponda al loro interesse ed in caso positivo dà la propria autorizzazione. L’avvocato della parte è obbligato a trasmettere entro 10 gg. all’Ufficiale dello Stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto copia autenticata dallo stesso dell’accordo munito delle certificazioni. Ove il P.M. non ravvisi l’interesse dei figli minori trasmette entro 5 gg. l’accordo al Presidente del Tribunale che fissa udienza di comparizione delle parti.

In assenza di figli il P.M. se non ravvisa irregolarità comunica il proprio nulla osta e l’avvocato ha il medesimo onere di trasmissione all’Ufficio di Stato civile entro 10 gg.

All’avvocato che viola l’obbligo di cui al comma 3 dell’art. 6 della legge 162/2014  è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2000,00 ad euro 10.000,00.