Rassegna stampa

Prima udienza della class action per il “dieselgate” della Volkswagen

Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2016

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REPUBBLICA TORINO

Prima udienza della class action per il “dieselgate” della Volkswagen

di Sarah Martinenghi

Sono più di 600 i proprietari di auto “truccate” per emettere meno emissioni che, all’interno del “Comitato Diesel Inquinanti” hanno fatto una causa collettiva alla Volkswagen: oggi a Venezia è partita la prima udienza della class action contro la casa tedesca, che punta a far risarcire i danni economici e quelli morali agli automobilisti beffati. L’azione legale riguarda i marchi Volkswagen, Audi, Skoda, Seat e Volkswagen Veicoli Commerciali (in Italia in totale circa 650.000 mezzi) con motori diesel della famiglia “EA189” di cilindrata 1.2, 1.6 o 2.0 TDI ed omologati Euro 5. Il tribunale deciderà nei prossimi giorni sull’ammissibilità della causa, che era stata iniziata dall’associazione Codacons, e che era insorta dopo un primo tentativo di mediazione a Cuneo, fallito perché i legali della Volkswagen avevano dichiarato di attendere le decisioni della KBA, ente dell’omologazione tedesca.
Ed è proprio dalle conclusioni della KBA che il Comitato è partito per denunciare i rischi per i consumatori italiani: “Quello che sta emergendo in Germania ci preoccupa e non poco: l’auto consuma di più di prima, ”.
Per l’avvocato Stefano Bertone, dello studio Ambrosio & Commodo di Torino che insieme allo studio Bona Oliva e Associati assiste il Comitato, “la questione è estremamente grave perché Volkswagen, in altri paesi dove la campagna di richiamo è già iniziata, ad esempio la Spagna, chiede una sorta di liberatoria ai proprietari che non dovessero voler effettuare il ‘service’, e così da un lato, l’automobilista che la fa sistemare è esposto al rischio che la propria auto consumi più di prima, dall’altra al rischio che, se non la fa riparare, un giorno le autorità ritengano l’auto non in linea con l’omologazione europea”. “Per questo motivo – spiega l’avvocato Renato Ambrosio – è importante che gli automobilisti siano estremamente prudenti nel firmare qualunque documento a Volkswagen quando porteranno l’auto in officina”.
Per l’avvocato Marco Bona “è grave che dopo così tanti mesi dall’emersione dello scandalo in Europa (ben oltre un anno negli USA) non siano ancora state fornite soluzioni certe e rassicuranti agli automobilisti; risulta anche singolare che le nostre istituzioni non mostrino segni di reazione dinanzi alla persistente circolazione di veicoli maggiormente inquinanti”.
. Sul sito internet www.cdivw.wordpress.com si trovano i moduli per aderire al Comitato.

Mentre su www.emissionidiesel.com, progetto sostenuto dal Comitato, le informazioni necessarie e un forum per sottoporre preliminarmente a valutazione il proprio veicolo.

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