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Crollo del Darwin, la mamma di Vito rifiuta due milioni e fa causa alla Città metropolitana

Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2016

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La Stampa

di Andrea Rossi

Cinzia Caggiano, la mamma di Vito Scafidi, morto a 17 anni nel crollo di un controsoffitto al liceo Darwin di Rivoli, il 22 novembre 2008, ha fatto causa alla Città metropolitana (l’ex Provincia) per ottenere un risarcimento da danno aggravato da condotta.

La donna, che a differenza degli altri famigliari (il papà di Vito, la sorella e i nonni la cui causa civile è già terminata con un risarcimento di 1,4 milioni) si era costituita parte civile nel processo penale, ha dovuto attendere la sentenza della Cassazione che ha reso definitive le condanne per i sei imputati, tre funzionari della Provincia e tre insegnanti responsabile del Servizio prevenzione e protezione. Ora anche lei chiede un risarcimento: «Non mi interessano i soldi. Mi hanno offerto due milioni per evitare questo processo ma li ho rifiutati». «Stiamo tentando di cambiare le cose e di affermare un diritto», aggiunge l’avvocato Renato Ambrosio dello studio Ambrosio & Commodo che con i colleghi Gino Arnone e Gaetano Catalano assiste la donna. «Vogliamo che per lo Stato e le amministrazioni pubbliche investire in prevenzione sia più economico che risarcire i danni. Vito è morto per l’inettitudine di chi doveva controllare e non l’ha fatto».

Durante il processo penale Cinzia Caggiano ha ottenuto 583 mila euro a titolo di provvisionale. La Città Metropolitana ritiene questa somma esaustiva e si è opposta al giudizio. Secondo i legali della donna si trattava invece di «offerte accettate non a titolo di indennizzo definitivo, ma di acconto».

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