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“Fare l’avvocato era il sogno di mia mamma”

Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2016

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IL Giornale del Piemonte  (4 dicembre 2016)
“FARE L’AVVOCATO ERA IL SOGNO DI MIA MAMMA”
Paul Francis Sombilla è il primo avvocato filippino d’Italia
«Fare l’avvocato era il sogno di mia madre. Io volevo fare l’infermiere, poi ho deciso di assecondare la passione di mamma nonostante al liceo il diritto non fosse il mio forte. Ma, alla fine, ha avuto ragione lei, ed eccomi qui». Si presenta così Paul Francis Sombilla, 34 anni, il primo avvocato di origini filippina in Italia. Paul Francis Sombilla si è laureato in giurisprudenza e da ottobre è iscritto ufficialmente all’albo degli avvocati dopo aver superato a pieni voti l’esame di Stato. Ora lavora nello Studio Ambrosio e Commodo, sotto la guida di Renato Ambrosio, che a suo tempo lo ha voluto come tirocinante, trasmettendogli quella passione che lo sta spingendo, giorno dopo giorno, a lavorare per cercare di aiutare la comunità filippina che vive a Torino e non solo. E tra le tante iniziative ce n’è una particolare e si svolge la domenica mattina, prima delle messa domenicale. Paul Francis Sombilla, insieme con alcuni sui colleghi di studio, tiene delle lezioni di diritto ai filippini. «Sì, lo facciamo al Centro Studio San Carlo. Teniamo degli incontri nei quali si spiegano le leggi attualmente in vigore e quelle di nuove approvazione. Recentemente abbiamo tenuto incontri sul diritto di famiglia, spiegando il divorzio breve. Ma anche sul risarcimento del danno per quando riguarda gli incidenti stradali o sulle pratiche per affittare o vendere un immobile. Corsi utili per aiutarli a non cadere in errore e a districarsi nella burocrazia».
La storia di Paul Francis Sombilla è una storia fatta di sacrifici, costanza e anche un pizzico di fortuna. I suoi genitori sono giunti in Italia alla fine degli anni Ottanta, mentre lui è arrivato a Torino, insieme alla sorella maggiore, nel 1998. Fino a quel momento aveva vissuto con la zia nelle Filippine, in una cittadina vicino alla capitale Manila. Papà lavora come custode alla chiesa di Santa Cristina, mentre la mamma è una collaboratrice domestica. «Quando mi sono trasferito non è stato semplice. I miei genitori mi hanno iscritto alla scuola media Manzoni a San Salvario, ma io non parlavo una parola di italiano. Così ho dovuto lavorare il doppio per imparare la lingua e studiare a scuola. Ho avuto la fortuna di avere degli ottimi insegnanti che mi hanno aiutato molto a integrarmi, ma anche negli studi». Poi il liceo di Scienze Sociali all’istituto Regina Margherita. «Quando è stato il momento di scegliere l’università, mia mamma ha insistito perché facessi giurisprudenza. Lei nelle Filippine lavorava come ostetrica, ma avrebbe voluto fare l’avvocato e così ho assecondato un suo desiderio», racconta.  Si è quindi iscritto a giurisprudenza. «Ho studiato grazie alla borsa di studio, quindi ogni volta che prendevo un bel voto all’esame ero contento. Era l’unico modo per pagarmi l’Università, visto che non volevo in alcun modo pesare sui miei genitori. Inoltre lavoravo anche come magazziniere per riuscire a dare un aiuto economico in casa. In quegli anni per me è stata molto importante la figura del professor Marcello Gallo. Lui è il datore di lavoro di mia madre e spesso, quando ho avuto bisogno per preparare gli esami, mi aiutava. Mi ha insegnato moltissimo ed era sempre pronto a darmi un consiglio». Poi la laurea con una tesi sul «Mandato di arresto europeo», il tirocinio allo studio Ambrosio e Commodo e adesso l’esame da avvocato passato brillantemente. «Sono molto felice, ho scoperto che questo lavoro mi piace e che adesso posso aiutare tanti connazionali». A Torino la comunità filippina è una realtà che conta nell’area metropolitana oltre 4mila persone, più di 6mila in Piemonte e 165mila in tutta Italia. «Sono comunità chiuse e diffidenti. Molto è dovuto dalla barriera linguistica che li porta a isolarsi. Lavorando in questo studio ho modo di aiutarli. Abbiamo cercato, e in buona parte ci siamo riusciti, di dar loro una mano. Abbiamo istituito delle convenzioni con un carrozziere, con un’agenzia assicurativa, un dentista. Persone fidate a cui loro possono rivolgersi». Di recente Paul Francis Sombilla ha lavorato anche alla costituzione della Federazione delle Associazioni Filippine. «In questo modo la nostra comunità può inserirsi sempre di più nel tessuto sociale in cui vive. Io metto il mio lavoro al loro servizio». Una figura professionale importante anche per lo studio Ambrosio & Commodo. «Siamo molto contenti. Per noi è stato molto importante aiutarlo nel suo percorso formativo e sostenerlo verso l’esame di Stato – spiega l’avvocato Ambrosio -. Siamo molto soddisfatti di lui e del suo lavoro e pensiamo che non solo la sua famiglia, ma anche la sua comunità debba essere orgogliosa».
REPUBBLICA TORINO (4 dicembre 2016)