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FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE
AI TEMPI DEL COVID-19

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Le Imprese devono orientarsi nei nuovi scenari che caratterizzano l’ampio panorama dei programmi di aiuto e di indirizzo alle attività economiche, che vede tutti gli Stati membri dell’Unione Europea pesantemente colpiti dalle conseguenze dell’epidemia di COVID-19. La contingente criticità sanitaria frena la crescita degli Stati membri bloccandone le attività produttive e quindi i flussi tributari e ciò a sua volta aggrava le ingenti carenze di liquidità dovute all’improvviso e massivo aumento degli investimenti pubblici nel settore sanitario. Ciò crea una situazione eccezionale tale da rendere necessario un atteggiamento pro-attivo dell’Unione Europea attraverso la messa in atto di misure specifiche, ma anche maggiore attenzione da parte delle Imprese nell’individuare le opportunità di finanziamento..

La pandemia ha imposto in particolare un ripensamento ed una redistribuzione delle risorse finanziarie stanziate dall’Unione europea, delineandosi una vera e propria inversione di tendenza rispetto a quanto previsto dal quadro finanziario pluriennale 2021-2027. Infatti, mentre nella fase pre-Covid-19, tra i fondi diretti, spiccava il programma Horizon Europe, l’ambizioso programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione dotato di un bilancio di circa 100 miliardi di euro atto a sostenere le PMI innovative, oggi la Commissione europea sembrerebbe più propensa ad intensificare gli stanziamenti offerti dai fondi a gestione indiretti (o strutturali).

I programmi sostenuti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (“FESR”), dal Fondo sociale europeo (“FSE”), dal Fondo di Coesione (“FC”) e dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (“FEAMP”), giocheranno un ruolo primario nel fronteggiare l’epidemia attraverso un rafforzamento della ricerca, sviluppo tecnologico e l’innovazione in prodotti e servizi necessari a promuovere la capacità di risposta alle crisi dei servizi sanitari nazionali.

La Commissione europea, in data 19 marzo 2020, ha approvato la garanzia concessa dallo Stato italiano per sostenere le PMI colpite dalla pandemia attraverso una moratoria dei debiti contratti presso le banche. Il regime è stato approvato a norma del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19, attraverso il quale gli Stati membri possano concedere cinque tipi di aiuti:

  1. sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali selettive e acconti: gli Stati membri potranno istituire regimi per concedere fino a 800.000,00 euro a un’impresa che deve far fronte a urgenti esigenze in materia di liquidità;
  2. garanzie di Stato per prestiti bancari contratti dalle imprese: gli Stati membri potranno fornire garanzie statali per permettere alle banche di continuare a erogare prestiti ai clienti commerciali che ne hanno bisogno; Queste garanzie di Stato possono coprire prestiti per aiutare le imprese a sopperire al fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti;
  3. prestiti pubblici agevolati alle imprese: gli Stati membri potranno concedere prestiti con tassi di interesse favorevoli alle imprese. Questi prestiti possono aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti;
  4. garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale: alcuni Stati membri prevedono di sfruttare le capacità di prestito esistenti delle banche e di utilizzarle come canale di sostegno alle imprese, in particolare le piccole e medie imprese.
  5. assicurazione del credito all’esportazione a breve termine: il quadro introduce un’ulteriore flessibilità per quanto riguarda il modo in cui dimostrare che alcuni paesi costituiscono rischi non assicurabili sul mercato, permettendo così agli Stati di offrire, ove necessario, una copertura assicurativa dei crediti all’esportazione a breve termine.

Tale quadro resterà in vigore fino al 31 dicembre 2020: al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione europea valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato o meno.

A fronte di questo articolato quadro che consente modalità di intervento altrettante articolate, il Governo Italiano ha preso i recenti provvedimenti con lo scopo di sostenere le attività economiche, comprese quelle di ambito professionale, e questo impone alle aziende una attenta analisi per orientarsi tra le diverse opportunità di finanziamento cercando per quanto possibile di privilegiare gli interventi che abbiano lo scopo di migliorare il processo produttivo, al fine di poter affrontare la “ripartenza” più efficienti ed attrezzati per competere nei mercati internazionali.

 

[Fonte: Comunicazione della Commissione Europea relativa al quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19 e s.m.i.]

TUTELA PER LE FAMIGLIE DEL PERSONALE SANITARIO
VITTIMA DEL CORONAVIRUS

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Ad oltre un mese e mezzo dall’esplosione dell’emergenza sanitaria Coronavirus, il numero dei decessi registrati anche tra i camici bianchi comincia ad assumere una rilevanza inattesa e dolorosa.

Sono 100 oggi i medici che hanno perso la vita, offrendo il proprio lavoro e la propria professionalità per contrastare l’emergenza e correre in aiuto di un Paese in ginocchio. Insieme a loro anche infermieri, OSS, operatori sanitari in genere che, seppur ben consapevoli del rischio, della loro eccessiva esposizione al virus vista l’insufficienza delle misure di sicurezza adottate e la mancata fornitura di dispositivi di protezione individuale adeguati, mai hanno esitato continuando a curare chiunque ne avesse bisogno, come se quelle mascherine, guanti e camici anti contagio ci fossero.

Così non è stato e le conseguenze, purtroppo, si vedono. D’altronde però, come dice il presidente del Fnomceo Dott. Anelli “Non si smette MAI di essere medici”.

Questo è chiaro ad ogni italiano che, d’ora in avanti guarderà alla categoria con meritata gratitudine. Di questo incondizionato senso del dovere nessuno però deve approfittarne. Chi infatti è responsabile di queste morti che si dovevano e si potevano evitare dovrà risponderne davanti ai competenti Organi Giudiziali, ma anche e soprattutto verso i familiari dei deceduti.

Che ci siano delle responsabilità derivanti dalle gravi negligenze, che hanno provocato i decessi prima e i danni connessi poi, pare evidente.

Proprio tale evidenza ha purtroppo spinto qualcuno a scrivere una spiacevole pagina nella storia della politica italiana: ci riferiamo al tentativo di inserire nel testo del decreto Cura Italia un esonero per i membri del Governo e per i “titolari degli organi di indirizzo e gestione” da qualsiasi responsabilità per i gravi avvenimenti qui trattati. Questo “scudo” veniva proposto attraverso un vero e proprio espediente normativo, all’interno di subemendamento ad un altro emendamento del predetto Decreto: in pratica un’operazione tentata nella speranza di farla passare inosservata.

Fortunatamente, dopo una dovuta segnalazione, la proposta è stata prontamente “spontaneamente” ritirata.

Rimane ora la speranza di non dover più commentare sgraditi espedienti come quello appena descritto ed al contempo che ogni aspetto risarcitorio a favore di chi è stato ingiustamente e più severamente colpito da questa triste emergenza venga affrontato, con ragionevolezza ma anche con fermezza.