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Piazza San Carlo: indagini a una svolta
È battaglia sui risarcimenti

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LA STAMPA TORINO
SIMONA LORENZETTI

Coloro che hanno ricevuto un invito a presentarsi in Procura hanno già allertato i loro avvocati. I pm Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo stanno fissando il calendario dei primi interrogatori nell’ambito dell’inchiesta sull’inferno scatenatosi la sera del 3 giugno in piazza San Carlo durante la finale di Champions League. Adesso che l’analisi della documentazione è quasi terminata, è tempo di fare domande a chi in quei giorni ha seguito tutte le procedure e l’iter organizzativo. Si parte quindi da Turismo Torino e da Palazzo Civico.
PRIMI CONFRONTI
Lunedì verranno sentite le prime persone. Tra i primi a comparire ci sarà Maurizio Montagnese, presidente di Turismo Torino, e a seguire Danilo Bessone, il braccio operativo dell’ente, la cui firma compare in calce ad alcuni dei documenti raccolti dagli inquirenti. Saranno loro che dovranno spiegare come è stata organizzata la manifestazione in piazza San Carlo. Al momento il fascicolo è aperto per omicidio colposo e lesioni personali gravissime, ma dopo questa prima ondata di interrogatori non è escluso che si arrivi a contestare un reato diverso, legato ai delitti colposi contro l’incolumità pubblica. Montagnese avrebbe dovuto essere sentito come persona a conoscenza dei fatti, ma il deposito di querele da parte di alcuni dei feriti ha fatto sì che il suo nome venisse iscritto nel registro degli indagati. Un tecnicismo tale per cui il presidente di Turismo Torino sarà sentito come testimone assistito alla presenza del suo avvocato, Fulvio Gianaria. Sulla base dello stesso principio, oltre a lui altri dirigenti e funzionari rischiano di essere indagati, anche se la Procura esclude che al momento ci siano avvisi di garanzia.
LE QUERELE
Le querele, però, cominciano ormai a essere numerose e in molte di queste si chiamano in causa i presunti diretti responsabili degli eventi di piazza San Carlo: la sindaca Chiara Appendino, il questore Angelo Sanna e il prefetto Renato Saccone. Sotto la lente ci sono soprattutto le misure di prevenzione e di sicurezza adottate per garantire la tranquillità della piazza. E se sotto accusa in un primo momento è finita la mancata emissione dell’ordinanza che vietava la vendita di bevande in bottiglie di vetro, ben presto sono emerse anche altre carenze.
IL REBUS DEI RISARCIMENTI
Ma l’inchiesta della Procura non è l’unico problema che affligge Palazzo Civico e Turismo Torino. C’è il capitolo risarcimento danni. Oltre a coloro che hanno riportato ferite in quei dieci minuti di caos infernale, ci sono cittadini che pur non avendo segni evidenti sul corpo hanno subito uno choc e adesso si ritrovano a fare i conti con incubi notturni e crisi di panico. E’ un danno invisibile, ma capace comunque di sconvolgerti la vita. E il numero delle potenziali richieste di risarcimento danni rischia di essere elevatissimo. Sono già una cinquantina le persone che si sono rivolte allo studio legale Ambrosio & Commodo per valutare se ci sono i margini per far causa. «Impossibile quantificare oggi il danno psicologico che può aver subito una persona che si è trovata suo malgrado coinvolta nei fatti di piazza San Carlo – spiega l’avvocato Renato Ambrosio -. Sono danni che si potranno quantificare solo nei prossimi anni e solo dopo aver affrontato un percorso di recupero psicologico». Molti di coloro che ora sono pronti a trascinare in tribunale il Comune lamentano disturbi del sonno, attacchi di panico e paura di trovarsi in posti affollati. Si tratta del cosiddetto danno post traumatico da stress che dovrà essere certificato da un medico legale. E tra coloro che potrebbero chiedere un risarcimento c’è anche il piccolo Kelvin e la sua famiglia. «In un primo momento sembrava che le condizioni fisiche del bambino fossero gravi – sottolinea il legale –. Fortunatamente ora lui sta bene, ma non sappiamo ancora quali conseguenze psicologiche potrà avere fra qualche anno. Ci sarà sicuramente un’evoluzione, ma è presto per dire quale». Al momento le diffide sono state inviate al Comune di Torino, perché ha concesso la piazza. Ma se dall’inchiesta emergessero responsabilità anche in capo alla questura o alla prefettura, pure il ministero dell’Interno potrebbe essere chiamato in causa. Un bel grattacapo per Palazzo Civico, che può vantare una copertura assicurativa in grado di risarcire migliaia di persone. L’assicurazione, infatti, copre tutti i tipi di danni, da chi cade in una buca a chi si fa male in un evento organizzato dal Comune. Diversa la questione per Turismo Torino, che gode sì di una copertura assicurativa, ma il cui massimale di 6 milioni di euro potrebbe essere insufficiente per arginare la valanga di risarcimenti.


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