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Maxi furto nel caveau: le vittime si rivolgono agli avvocati

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L’articolo pubblicato su Cronaca Qui sabato 7 maggio

IN CORSO PESCHIERA

Maxi-furto nel caveau, nel mirino finiscono le falle della banca

Il furto messo a segno nel caveau della filiale della banca Intesa Sanpaolo di corso Peschiera nel ponte del 25 aprile, quando centinaia di cassette di sicurezza sono state svuotate, avrebbe dimostrato come quel luogo fosse tutt’altro che inespugnabile. A rendere più facile il colpo, infatti, ci sarebbero state probabilmente alcune falle nella sicurezza dell’isti tuto di credito. Motivo per cui numerosi clienti della banca, nei giorni scorsi, hanno preso contatti con diversi studi legali al fine di capire quali strade siano percorribili per ottenere un risarcimento. Una cinquantina di derubati, in particolare, si è data appuntamento nello studio legale Ambrosio& Commodo per un incontro con gli avvocati. «Si è trattato di un incontro interlocutorio – ha spiegato l’avvocato Renato Ambrosio – in cui abbiamo spiegato quali sono le strategie da adottare in questi in casi e quali diritti bisogna andare a tutelare». La prossima settimana è previsto un secondo incontro a cui parteciperanno gli avvocati dello studio che seguiranno la pratica (ci sono anche Elisabetta Capello e Ludovica Ambrosio) e le vittime che insieme hanno deciso di dare il viaalla causa collettiva. «Dal nostro punto di vista – sottolineano i legali – è indubbia la responsabilità di Banca Intesa Sanpaolo per il maxi-furto. Infatti, salvo il caso fortuito che però non si configura nel caso in esame, la banca risponde per omessa custodia e omessa diligenza, qualora, nel fornire il servizio delle cassette di sicurezza, non garantisca adeguati livelli di protezione agli utenti». Nel frattempo, la squadra mobile di Torino, coordinata dal sostituto procuratore Andrea Padalino, continua a indagare per dare un nome e un volto a tutti i componenti della banda.

Gli articoli pubblicati su La Stampa – La Repubblica – Il Giornale del Piemonte

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LA STAMPA

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LA REPUBBLICA

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IL GIORNALE DEL PIEMONTE

IL GIORNALE DEL PIEMONTE

 

Gravissima responsabilità di INTESA SAN PAOLO per il furto avvenuto presso l’Agenzia 4 di Torino Corso Peschiera:
Sì al risarcimento oltre al massimale assicurato di € 10.000,00

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intesa_ag4E’ indubbia la responsabilità di Banca Intesa San Paolo per il maxi-furto avvenuto all’interno dei locali dell’Agenzia 4 di Torino, in occasione del quale sono stati sottratti i beni custoditi nelle cassette di sicurezza e nel caveau per diversi milioni di euro.

Infatti, salvo il caso fortuito che però non si configura nel caso in esame, specie alla luce delle modalità con cui si sono svolti i fatti, la banca risponde per omessa custodia ed omessa diligenza, qualora, nel fornire il servizio delle cassette di sicurezza, non garantisca adeguati livelli di protezione agli utenti.

L’istituto bancario non potrà negare l’integrale risarcimento del danno invocando la clausola limitativa della responsabilità contenuta nel “contratto di concessione in uso di cassetta di sicurezza” sottoscritto tra Intesa SANPAOLO S.p.a. e ciascun utente, che prevede un massimale assicurativo di € 10.000,00.

Tale clausola è infatti palesemente vessatoria, e quindi nulla.

L’utente danneggiato dovrà fornire la prova del valore dei beni contenuti nella propria cassetta di sicurezza, al fine di ottenere il risarcimento integrale del danno, anche oltre i limiti di polizza previsti.

Avv. Elisabetta Capello – Avv. Ludovica Ambrosio

 info@ambrosioecommodo.it

tel. 011-54.50.54

L’omicidio stradale è legge,
come cambia la normativa

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Di Francesco Meloni

Al termine di un lungo e travagliato percorso parlamentare, il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge in tema di omicidio stradale e di lesioni personali stradali.Si tratta di un intervento organico che opera su più livelli, apportando rilevanti modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale e al Codice della strada.
Nel prosieguo, le più importanti novità apportate dalla riforma.

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Crollo del Darwin, la mamma di Vito rifiuta due milioni e fa causa alla Città metropolitana

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La Stampa

di Andrea Rossi

Cinzia Caggiano, la mamma di Vito Scafidi, morto a 17 anni nel crollo di un controsoffitto al liceo Darwin di Rivoli, il 22 novembre 2008, ha fatto causa alla Città metropolitana (l’ex Provincia) per ottenere un risarcimento da danno aggravato da condotta.

La donna, che a differenza degli altri famigliari (il papà di Vito, la sorella e i nonni la cui causa civile è già terminata con un risarcimento di 1,4 milioni) si era costituita parte civile nel processo penale, ha dovuto attendere la sentenza della Cassazione che ha reso definitive le condanne per i sei imputati, tre funzionari della Provincia e tre insegnanti responsabile del Servizio prevenzione e protezione. Ora anche lei chiede un risarcimento: «Non mi interessano i soldi. Mi hanno offerto due milioni per evitare questo processo ma li ho rifiutati». Continua a leggere

Torino, gamba amputata dopo una lussazione
Chiesta archiviazione per tutti i 68 indagati

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REPUBBLICA TORINO

Di Sarah Martinenghi

ERANO stati indagati in 68. Tutti i medici, del Cto e delle Molinette, che avevano avuto in cura Davide Patanè, il giovane di 22 anni che aveva subito l’amputazione parziale della gamba dopo essere stato ricoverato per una lussazione a un ginocchio. Ora la procura ha chiesto l’archiviazione per tutti e 68.
Il ragazzo, assistito dall’avvocato Renato Ambrosio (con Fabiana Raimondi e Francesco Meloni) non farà opposizione preferendo agire in sede civile. “E’ un discorso di civiltà giuridica – spiega l’avvocato Ambrosio – sotto il profilo civilistico non citeremo nessun medico, ma faremo causa all’azienda sanitaria per ottenere un giusto e dovuto risarcimento che compensi il grave danno che questo ragazzo ha subito e si porterà per tutta la vita, sia nella attività lavorativa, che affettiva e relazionale. Ciò non vuol dire che faremo sconti, ma saremo attenti nel riconoscimento del danno e di tutti i diritti violati”.  Continua a leggere

Scandalo Volkswagen: le prime richieste di danni da parte di automobilisti di Torino e Piemonte

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Si allegano estratti di articoli pubblicati, in data odierna 13/10/2015, sulle testate La Repubblica, Il Giornale Del Piemonte e Cronaca Qui.

Alla famiglia di Vito Scafidi una cifra record

Approfondimenti, Approfondimenti: Risarcimento danni – Responsabilità civile, Rassegna stampa0 comments

«Una sentenza che farà giurisprudenza». Così gli avvocati dello studio Ambrosio & Commodo di Torino definiscono la sentenza della quarta sezione civile di Torino, giudice Anna Castellino, che ha condannato l’ex Provincia a risarcire con circa 1,4 milioni di euro i familiari per la morte di Vito Scafidi (di cui oltre 800 mila euro già liquidati dall’ex Provincia Prima del Giudizio sulla base di quanto previsto dai massimi tabellari), ucciso dal crollo del contro soffitto nella sua aula nel liceo scientifico Darwin di Rivoli. Somma nella quale non è computato il risarcimento dovuto alla madre del giovane Vito Scafidi (che potrebbe portare i risarcimenti ben oltre i 2 milioni di euro, posto che questa somme è già stata raggiunta se si considerano le provvisionali liquidate alla madre dalla Provincia di Torino) che a breve proporrà anch’essa azione civile per il risarcimento dei danni, dopo aver ottenuto importanti risultanti sul versante penale (condanna definitiva di 6 imputati) grazie all’assistenza dell’Avv. Paolo Zancan.

Dell’azione civile si sono occupati l’Avv. Renato Ambrosio, l’Avv. Gaetano Catalano, l’Avv. Gino M.D. Arnone.

Per la prima volta in Italia si va espressamente oltre i massimali della Tabella di Milano e si riconosce la validità della dottrina del danno aggravato dalla condotta, figura risarcitoria innovativa e la cui teoria si trova ben enucleata  nella prima monografia italiana sul tema pubblicata dal Prof. Pier Giuseppe Monateri e dall’Avv. Gino M.D. Arnone , “Il dolo, la colpa e i risarcimenti aggravati dalla condotta”, 2014.  Entrambi gli autori prestano la loro attività presso lo Studio Legale Associato Ambrosio & Commodo.

Segnaliamo per completezza che il primo autore italiano ad aver gettato le basi per quello che poi sarebbe divenuto il danno aggravato dalla condotta è il Prof. Paolo Cendon, autore nel 1976 della monografia“Il dolo nella responsabilità extracontrattuale” e con cui l’Avv. Gino M.D. Arnone ha avuto modo di pubblicare recentemente un altro interessante saggio scientifico dal titolo “Il quantum del danno aggravato dalla condotta” in cui per la prima volta nel 2014 (23.07.2014, www.personaedanno.it) è stato proposto un sistema di calcolo basato su una scala decimale di moltiplicatori.

La sentenza del tribunale di Torino, nel superare i massimi tabellari, ha proprio applicato un multiplo nella quantificazione del danno.


Intervista a Paola Scafidi, sorella di Vito, e alla madre, Cinzia Caggiano.
Servizio di Patrizio Romano (La Stampa.it).

 


Intervista all’Avv. Renato Ambrosio sul caso Scafidi.
Primantenna TV – Luglio 2015.


Rassegna stampa:

 

Se il medico di base sbaglia, i danni li paga anche l’ASL

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Articoli rassegna stampa del 31/03/2015.

Malasanità e vaccini pericolosi: lo Studio A&C in prima linea nella tutela delle vittime

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Riportiamo di seguito alcuni articoli, relativi a due casi di cronaca dove gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone hanno ottenuto importanti risultati in favore delle vittime.